Come si possono elaborare collettivamente strategie per il futuro sostenibile di un territorio montano entrandovi in punta di piedi? E quali possibilità emergono quando a uno sguardo locale si affiancano conoscenze, esperienze e immaginari provenienti da altri luoghi?
È da queste domande che ha preso avvio la “Scuola di immaginazione territoriale”, un laboratorio residenziale che dal 9 al 12 ottobre ha portato a Pigra 12 under 35 provenienti da diverse aree d’Italia, dalla Lombardia al Lazio, passando per Trento, Modena, Bologna e Torino, con formazioni che spaziano dall’arte all’agricoltura sociale, dall’architettura all’ingegneria, dall’antropologia alla biologia, dalla pedagogia ai percorsi partecipativi.
I partecipanti sono stati selezionati tramite bando pubblico tra 42 candidature, prestando attenzione a comporre un gruppo di persone under 35 provenienti sia dal territorio che da altre aree italiane.
Sono stati quattro giorni di esplorazione del territorio, ascolto della comunità e progettazione collettiva, pensati per mettere in relazione competenze e punti di vista differenti e costruire micro-strategie e visioni per il futuro di Pigra e della Valle Intelvi.
La montagna viene considerata non come uno spazio marginale,
ma come un laboratorio di innovazione sociale,
dove sperimentare nuove forme di relazione tra persone, ambiente e cultura.
Pigra in cammino, interrogarsi sulle trasformazioni sociali e ambientali
La “Scuola di immaginazione territoriale” è stata una tra le azioni centrali di Pigra in Cammino, il progetto di attivazione artistica, culturale e ambientale promosso da Luminanda, Ecofficine e Comune di Pigra, nato per interrogarsi sulle trasformazioni sociali e ambientali che attraversano il territorio e rafforzare la capacità della comunità di immaginare e costruire risposte condivise.
Racconta Giulia Guanella, coordinatrice del progetto, anch’essa under 35: “Pigra in cammino è un percorso a tappe che sperimenta proposte culturali, artistiche e partecipative, coinvolgendo luoghi e abitanti nell’immaginare nuove traiettorie di futuro. Abbiamo voluto ospitare un laboratorio residenziale nel cuore del progetto per far riflettere il territorio in uno sguardo giovane ed esterno, portatore di molteplici competenze ed esperienze”.
Spiega Micol Dell’Oro, presidente di Ecofficine: “L’obiettivo del progetto è quello di costruire strumenti di lettura e possibilità di azione: idee, domande e micro-strategie da mettere a disposizione della comunità e dell’Amministrazione comunale per alimentare un percorso di trasformazione già avviato”.
Prosegue: “La Scuola nasce dalla convinzione che per affrontare le trasformazioni dei territori montani siano fondamentali la capacità di osservare ciò che esiste da prospettive differenti, di mettere in relazione saperi diversi e di immaginare possibilità che ancora non hanno trovato una forma”.
Commenta il sindaco di Pigra, Giovanni Balabio: “È positivo vedere giovani che si mettono in gioco, si confrontano con le problematiche del nostro territorio, ne ascoltano le esigenze e avanzano desideri e proposte. Come Amministrazione comunale abbiamo creduto nel progetto e lo abbiamo sostenuto. Il punto di forza è che non si tratta di un singolo evento, ma di un percorso, che ha preso il via a gennaio e si concluderà nel 2027. Il nostro augurio è che possa diventare un appuntamento da replicare negli anni, anche attraverso nuove esperienze residenziali”.

Dall’esplorazione alla progettazione
Il lavoro dei partecipanti è partito dall’osservazione diretta di Pigra e del paesaggio della Valle Intelvi. Camminare, osservare, raccogliere informazioni e incontrare le persone che abitano il territorio sono stati i primi strumenti per entrare in relazione con un luogo che vive grandi trasformazioni: lo spopolamento dei piccoli centri montani, il turismo di passaggio legato alla vicinanza del lago di Como, i cambiamenti climatici e la necessità di trovare nuovi equilibri tra tutela del patrimonio ambientale e sviluppo locale.
Il percorso ha alternato indagine sul campo, momenti di ascolto, confronto con casi studio, workshop e tavoli di progettazione, accompagnati da professionisti nei campi del project design, dell’antropologia, dell’arte partecipata, dell’attivazione comunitaria e della sostenibilità ambientale.
Domenica 11 ottobre c’è stato un momento di restituzione pubblica, durante il quale sono state condivise le riflessioni e le prime proposte emerse nel percorso. Racconta Veronika Salandin, referente di Luminanda: “Dopo giorni intensi di attività e ascolto sul territorio, attraverso carte, scotch e colori, abbiamo dato forma alle idee in una restituzione creativa che ha rispecchiato lo spirito dell’intera residenza: sperimentare, creare relazioni e trasformare le intuizioni in idee concrete e nuove possibilità per il futuro. Ne è nata una vera e propria mostra che abita gli spazi del circolo di Pigra, nel centro del paese, che rimarrà accessibile al pubblico di residenti e visitatori della valle”.
La partecipazione alla Scuola di immaginazione territoriale rappresenta
un primo passo all’interno di un percorso più ampio:
i partecipanti potranno tornare a Pigra nelle fasi successive di Pigra in Cammino,
contribuendo come attivatori territoriali alla trasformazione delle visioni emerse in azioni concrete.
«La valorizzazione del territorio richiede una visione ampia e la capacità di guardare oltre i confini del proprio paese. Da Pigra lo sguardo si apre sul lago, cui siamo collegati anche attraverso la funivia, e sulla Valle Intelvi, fino alla vicina Svizzera. È una prospettiva che ci invita a pensare al territorio come a un insieme di relazioni e possibilità da costruire. Sono percorsi che richiedono tempo, apertura e una visione capace di guardare al futuro. Non si tratta di imporre progetti o idee, ma di accompagnare le persone a riconoscere il valore del luogo in cui vivono, le sue caratteristiche e le sue risorse, senza dare per scontate le ricchezze che abbiamo», conclude Balabio.
Un progetto che invita a ripensare il territorio come a un insieme di relazioni e possibilità da costruire

Pigra in Cammino: un percorso oltre la Scuola di immaginazione territoriale
Oltre alla Scuola di immaginazione territoriale, Pigra in Cammino ha previsto e prevederà altre azioni come le Passeggiate di ritorno, quattro camminate stagionali tra Pigra e Corniga che uniscono esplorazione del paesaggio, turismo lento e narrazione poetica. La prima si è svolta il 5 luglio, la seconda è fissata per il 22 novembre. Le passeggiate sono accompagnate dall’esplorazione botanica e dalla narrazione del territorio e rappresentano un’occasione per riscoprire il paesaggio attraverso il cammino e la relazione con i luoghi.
Nel 2027 il progetto prevede la riattivazione simbolica della storica Scuola di disegno della Società operaia, riletta come spazio di comunità e produzione culturale attraverso attività intergenerazionali e la realizzazione di un’opera condivisa.
Il percorso include laboratori, momenti di formazione e co-progettazione, attività pubbliche, mostre e installazioni artistiche e occasioni di scambio con altri territori montani, per sviluppare strumenti che possano sostenere nel tempo la capacità della comunità di affrontare le trasformazioni ambientali e sociali.
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