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16 Febbraio 2026 /

Un invito a fermarsi e a riflettere sui nostri consumi, guardando anche a soluzioni che portano il risparmio energetico a un livello collettivo e strutturale, come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Il 16 febbraio, anniversario del protocollo di Kyoto, primo trattato internazionale a stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, si celebra la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili. Una ricorrenza riconosciuta dalla legge 34 del 2022 come momento nazionale di sensibilizzazione sull’uso consapevole dell’energia e sull’importanza di stili di vita sostenibili.

In occasione della campagna collegata alla ricorrenza, “M’illumino di meno”, ogni anno vengono spente simbolicamente le illuminazioni di alcuni edifici pubblici e monumenti storici. I cittadini e le cittadine sono invitati a compiere gesti concreti come spegnere le luci, usare lampadine a LED, preferire la luce naturale e ottimizzare i consumi.

Quest’anno “M’illumino di meno” diventa “M’illumino di scienza” per celebrare il ruolo della ricerca scientifica nella ricerca di soluzioni alla crisi climatica e nella transizione energetica.

Una giornata per accendere meno e riflettere di più

Questa giornata non deve però essere vista come la soluzione, ma come un invito alla riflessione e all’azione. Spegnere le luci è un gesto simbolico che è anche invito a fermarsi, a osservare i nostri consumi, a porsi domande su come viviamo, lavoriamo, consumiamo, produciamo.

Non si tratta della performance di un giorno, ma di avviare una pratica continua di consapevolezza e responsabilità collettiva.

Dal gesto quotidiano all’azione collettiva

Spegnere le luci, scegliere mezzi sostenibili: sono gesti che contano. Ma la sfida più grande è la trasformazione collettiva delle nostre pratiche individuali. Un modo concreto per portare il risparmio energetico a un livello collettivo e strutturale sono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): gruppi di cittadini, imprese e enti locali che producono, consumano e condividono energia da fonti rinnovabili.

In una CER:

  • l’energia prodotta localmente viene consumata collettivamente, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili;
  • si favorisce l’efficienza e la redistribuzione delle risorse;
  • i benefici si traducono in riduzione dei costi energetici e nella costruzione di relazioni di fiducia sul territorio.

La CER non è un semplice strumento tecnico, ma un modello sociale di comunità energetica condivisa che traduce il principio del risparmio in un gesto collettivo di senso e valore.

Perché conviene aderire a una CER 

Entrare in una CER è possibile anche se non si possiede un impianto. Le persone e le organizzazioni possono aderire in qualità non solo di produttori, ma anche di consumatori, partecipando alla governance e alla condivisione dell’energia.

Vantaggi concreti di una CER:

  • accesso agli incentivi per l’energia consumata in modo condiviso;
  • riduzione dei costi in bolletta, grazie all’autoconsumo, per il proprietario dell’impianto;
  • maggior controllo sulle scelte energetiche del proprio territorio;
  • impatto ambientale ridotto;
  • partecipazione sociale attiva.

La Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili è un’opportunità per riflettere e agire. Il cambiamento si costruisce nel tempo, attraverso pratiche individuali e collettive e grazie a strumenti come le Comunità Energetiche Rinnovabili che rendono il risparmio energetico uno strumento di equità, partecipazione e sostenibilità.

Se vuoi saperne di più sulle Cer:

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