3 Agosto 2022 /

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite

Obiettivo 11: Città e comunità sostenibiliObiettivo 12: Consumo e produzione responsabiliObiettivo 13: Lotta contro il cambiamento climatico

Da poco meno di una settimana la popolazione mondiale vive consumando risorse che sono oltre quelle che la Terra potrà rigenerare nel 2022.

Il 28 luglio è stata infatti la data individuata per l’Overshoot day 2022.

Ma cosa significa che da giovedì viviamo oltre le capacità della Terra?  Se abbiamo finito le risorse del 2022 come possiamo continuare?

Il concetto è semplice ma preoccupante, è come se l’umanità da giovedì scorso alla fine dell’anno vivesse intaccando i suoi risparmi. Purtroppo però i risparmi non durano per sempre.

L’Overshoot day è stato calcolato per la prima volta nel 2006 grazie alla collaborazione della New Economics Foundation e del Global Footprint Network.

La semplice ed efficace idea alla base dell’iniziativa è quella di mettere in relazione le risorse necessarie per il sostentamento dell’umanità secondo il sistema attuale e le risorse che la Terra è in grado di rigenerare per l’anno considerato.

La formula che deriva da questo ragionamento prevede di dividere la biocapacità della Terra per l’impronta ecologica dell’umanità. Moltiplicando il risultato per 365 si ottiene la data dell’overshoot day.

Per comprendere appieno  la formula è necessario però conoscere i termini dell’equazione.

Per biocapacità si intende la capacità degli ecosistemi di produrre i materiali biologici utilizzati dall’uomo e di assorbire i materiali di scarto generati, secondo la tecnologia e i sistemi di gestione correnti.

L’impronta ecologica è invece la misura dell’ area necessaria per produrre tutte le risorse che un individuo, una popolazione o un’attività consumano e per assorbire i rifiuti che generano, sempre con riferimento alle condizioni correnti.

Nel calcolo, biocapacità ed impronta ecologica sono pesate secondo il tipo di sistema biologico considerato (fattore di equivalenza) e per la produttività dei sistemi nelle diverse nazioni (fattore di rendimento) per ottenere una misura confrontabile su scala mondiale: gli ettari globali. Un ettaro di pascolo conterà meno di un ettaro coltivato mentre è possibile che in un paese con tecnologie più sviluppate un ettaro coltivato produca, e pesi, di più rispetto alla media mondiale. In questo modo è possibile confrontare gli ettari globali effettivamente disponibili per produrre e assorbire risorse e gli ettari necessari per sostenere lo stile di vita attuale.

Il concetto di fondo è quindi molto semplice, se il nostro pianeta può rigenerare 100, tenendo conto di diversi rendimenti e sistemi biologici, quando avremmo bisogno 200, la data di superamento  prevista cadrà esattamente a metà dell’anno.

 

La data del 2022 non è purtroppo un’isolata eccezione e si inserisce in un trend negativo che vede l’overshoot day presentare il suo conto sempre prima. La terra eccede le risorse generate annualmente dagli anni ’70. Più precisamente si è partiti da una data di superamento prevista per il 25 dicembre nel 1971 per arrivare al 28 luglio del 2022

Un altro fattore preoccupante è che a livello globale la situazione è tutt’altro che omogenea.

Considerando gli  Overshoot day nazionali, ovvero le date da considerare se tutta la popolazione mondiale adottasse lo stile di vita e i consumi di un cittadino del Paese considerato, in Italia avremmo dovuto segnare sul calendario il 15 maggio 2022, negli Stati Uniti invece addirittura il 13 marzo. Numerose nazioni invece vedono  intaccati i loro risparmi per il futuro pur contribuendo in maniera significativamente ridotta.

In altre parole, viviamo mettendo a rischio le nostre riserve di risorse, sono 1.75 i pianeti Terra necessari per l’attuale modello di crescita, ma considerando lo stile di vita italiano ne servirebbero ben 2,7 e guardando al modello statunitense il conto sale a 5,1.

Il sistema attuale non si ferma chiaramente all’alba dell’overshoot day ma la data mette in luce tutte le sue fragilità che ci portano ad indebitarci con il futuro e con gli stati con più risorse e meno consumi.

La situazione è preoccupante e sono necessari interventi e azioni urgenti a livello globale, nazionale e individuale *.

La somma dei deficit annuali (deficit ecologico mondiale), ovvero gli anni necessari alla Terra per rigenerare il debito creato, ammonta oggi a 19 anni.

Non tutto è perduto però e possiamo ancora agire per diminuire il deficit che abbiamo creato. Agendo sul sistema alimentare, energetico, sulla mobilità, sulla conservazione e rigenerazione degli ecosistemi e in tutti gli ambiti necessari con politiche e azioni lungimiranti, immediate ed eque è ancora possibile, e non più prorogabile, invertire rotta e spostare, con un impegno costante e collettivo, la data dei prossimi overshoot days.

 

*(Al seguente link è possibile calcolare la propria impronta ecologica e verificare quanti pianeti Terra sarebbero necessari se tutti adottassero il nostro personale stile di vita.)

 

 

  • Martino Casarin – Redazione Ecofficine

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