È possibile ripensare una città in un’ottica sostenibile?

Trasformare asfalto e grigio urbano in vegetazione, parchi, colori e luoghi da vivere insieme?

Due classi quarte dell’indirizzo turistico dell’Istituto Teresa Ciceri ci hanno provato davvero.

Non con grandi piani urbanistici o promesse astratte, ma attraverso uno strumento semplice e spesso sottovalutato: il potere trasformativo dell’immaginazione. Quello capace di vedere possibilità dove altri vedono abitudine.

All’interno del progetto L’Arte di Fare Eco, realizzato da Ecofficine e Luminanda APS con il contributo di Fondazione Cariplo, gli studenti hanno preso quattro luoghi simbolo di Como – Piazza Cavour, la Santarella della ex fabbrica Ticosa, viale Varese, piazza Vittoria – e li hanno messi in discussione. Piazze, spazi urbani, contesti quotidiani: luoghi che, per motivi diversi, raccontano qualcosa della città di oggi e di ieri.

A partire da qui, i ragazzi hanno lavorato per immaginare scenari alternativi, concreti e desiderabili. Con l’aiuto dell’illustratrice Giada Negri hanno dato libero sfogo alla loro creatività e ai loro sogni, per una città più sostenibile, inclusiva e vivibile.

Gurda nel video la sintesi di due anni di lavoro:

Piazza Cavour

Como si mostra al mondo soprattutto qui: tra battelli, turisti e vita urbana, Piazza Cavour è il cuore visibile della città. Un tempo crocevia tra acqua e terra, si è trasformata in uno spazio strategico e simbolico, sempre più legato al turismo. Oggi è vivace e centrale, ma anche molto discussa.

I recenti interventi sul lungolago hanno diviso l’opinione pubblica: da un lato esigenze di sicurezza e modernizzazione, dall’altro la perdita percepita di verde e naturalezza.

La piazza è diventata così il simbolo di una domanda più ampia: come innovare senza perdere identità? Resta un luogo potente, dove passato e futuro si incontrano. E dove si può ancora immaginare una città più vivibile e autentica.

(Nelle foto: un’immagine di piazza Cavour scattata dagli studenti e un’elaborazione grafica dell’immagine della Como del futuro)

L'ARTE DI FARE ECO - PIAZZA CAVOURL'ARTE DI FARE ECO - PAZZA CAVOUR

Piazza Vivour – Guardare il passato per migliorare il futuro

Ormai PIazza Cavour è un luogo dove il verde fa fatica ad emergere e il lago è diventato un nemico; sulla base di questo abbiamo cercato di intrecciare presente e passato orientandoli verso un futuro sostenibile, dando la priorità alla natura e al benessere civico, ricostruendo il rapporto col lago.

Raccontano gli studenti del Liceo Ciceri

I Giardini delle Mura – Viale Varese

Intorno alle mura medievali di Como si sviluppa un anello verde che racconta la trasformazione della città.

Viale Varese, un tempo area difensiva, oggi è un viale molto frequentato ma non pienamente valorizzato. Nato come spazio per il passeggio e la socialità, presenta oggi criticità: mancanza di sicurezza in alcune zone, pochi spazi per giovani e bambini, verde poco curato.

Nonostante il fascino storico, il luogo fatica a essere vissuto davvero. È uno spazio di contrasti, tra memoria e bisogni contemporanei. La sfida è trasformarlo in un ambiente inclusivo e accogliente, capace di unire storia, qualità urbana e vita quotidiana.

(Nelle foto: un’immagine di viale Varese scattata dagli studenti e un’elaborazione grafica dell’immagine della Como del futuro)

viale varese l'arte di fare ecoviale varese l'arte di fare eco

Vivi Viale Varese – Un’oasi urbana pensata per la comunità

Viale Varese è uno spazio molto frequentato, ma percepito come pericoloso e poco accessibile: mancano aree attrezzate e punti di ritrovo confortevoli. Per creare uno spazio verde, accogliente e inclusivo, abbiamo ideato un progetto in cui socialità e natura si incontrano.

Il nuovo spazio prevede aree dedicate all’attività fisica, tavoli da picnic e aree ricreative per tutte le età.

Con questo progetto miriamo a un viale Varese più sicuro ed eco-sostenibile.

Raccontano gli studenti del Liceo Ciceri

Piazza Vittoria

Piazza Vittoria è uno dei luoghi più significativi di Como, storicamente porta d’accesso al centro e punto di confine tra dentro e fuori la città.

Per lungo tempo è stata percepita come uno spazio di passaggio, dominato dal traffico e poco vissuto. Negli ultimi anni ha iniziato a trasformarsi, introducendo elementi naturali come piante e fiori per favorire biodiversità e sostenibilità.

Questi interventi segnano un cambio di visione: la piazza non è più solo funzionale, ma anche uno spazio vivo e condiviso. Oggi rappresenta un equilibrio tra memoria e innovazione, e una nuova idea di città più verde e attenta agli ecosistemi.

(Nelle foto: un’immagine di piazza Vittoria scattata dagli studenti e un’elaborazione grafica dell’immagine della Como del futuro)

l'arte di fare eco - piazza VittoriaPiazza Vittoria del futuro

Una Vittoria per tutti – La piazza del futuro, più verde e sostenibile che mai

Piazza Vittoria, una delle piazze più conosciute di tutta Como e una tra le più frequentate, oggi è uno spazio trafficato e poco curato. Noi la vediamo como una piazza con un grande potenziale ecosostenibile. Con i tetti d’erba che attirano api e farfalle, un murale fatto con vernice che cattura la CO2 e i bus elettrici. Per diventare così una piazza più vivibile e sicura.

Raccontano gli studenti del Liceo Ciceri

La Santarella

La Santarella, nell’area della Ticosa a Como, è un ex edificio industriale legato alla produzione tessile del Novecento. Nata come centrale termica, ha perso la sua funzione con la chiusura della fabbrica ed è rimasta abbandonata.

Negli anni è diventata un luogo simbolico, tra degrado e fascino post-industriale, segnato anche da un incendio nel 2016. È stata oggetto di molte proposte di riuso — culturali, sociali, educative — mai realizzate.

Oggi rappresenta una domanda aperta sul destino degli spazi dismessi: abbandonarli o reinventarli? Più che un rudere, è una possibilità ancora inespressa, una pagina della città che attende di essere riscritta.

(Nelle foto: un’immagine della Santarella scattata dagli studenti e un’elaborazione grafica dell’immagine della Como del futuro)

l'arte di fare eco - la santarellal'arte di fare eco - la santarella

Santa Cultura – Un momento di pace in un mondo vorace

Il progetto della Santarella nasce dalla necessità di dare vita a un luogo che vita non presenta più.
L’obiettivo è ristrutturare l’edificio e i dintorni, al fine di creare uno spazio culturale, ecosostenibile, libero, accessibile e il più possibile bello. La struttura diverrà un centro di cultura nel quale si potranno organizzare diverse attività.

Raccontano gli studenti del Liceo Ciceri

Restituire alla comunità: la passeggiata creativa

Un progetto per la città non ha davvero senso se resta chiuso tra pareti o schermi: deve incontrare chi quegli spazi li vive ogni giorno.

Così, in occasione della Giornata della Terra, mercoledì 22 aprile, abbiamo organizzato una passeggiata creativa tra i luoghi del progetto. Gli elaborati finali, quattro opere digitali in grande formato, hanno preso vita davanti al pubblico, diventando strumenti di dialogo.

Passanti, curiosi, cittadini di ogni età sono stati invitati a partecipare attivamente, trasformandosi in co-creatori. Con pennarelli, parole e colori, hanno scritto su lembi di tessuto/carta, poi cuciti alle opere, i loro sogni, le loro idee e i bisogni legati a quei luoghi.

Una performance urbana, un atto di osservazione e partecipazione, che dimostra come l’arte e la sostenibilità possano diventare strumenti per ascoltare la città e, insieme, immaginarne il futuro.

(Credits foto 22 aprile: Alle Bonicalzi)

Il viaggio de L’arte di fare eco

Ma qual è stato il percorso che ha portato i nostri studenti e le nostre studentesse a tradurre graficamente le loro idee e i loro desideri di cambiamento? Cosa li ha ispirati e guidati lungo questo viaggio?

L’Arte di Fare Eco nasce dal desiderio di interrogare i più giovani sui temi della crisi climatica, invitandoli a rielaborarne i concetti principali attraverso l’arte partecipata. È nato così un percorso laboratoriale che, ribaltando la didattica tradizionale, ha trasformato i banchi in veri e propri “cantieri di futuro”.

Fase 1 – Comprendere la crisi climatica

Sotto la guida di Ecofficine, gli studenti hanno potuto approfondire le cause del cambiamento climatico e le strategie per contrastarlo, occupandosi anche delle interconnessioni con aspetti meno noti, come le conseguenze sull’uguaglianza di genere e il legame con la progettazione urbana.

Piuttosto che ascoltare passivamente, hanno esplorato la crisi ambientale attraverso la partecipazione, supportati anche dalle testimonianze di realtà locali.

Una “regia” educativa che ha trasformato la teoria in consapevolezza critica e partecipazione attiva.

Fase 2 – Esplorare i linguaggi dell’arte

In questa seconda fase l’arte è diventata uno strumento d’impatto sociale. Le classi si sono confrontate con linguaggi e pratiche contemporanee, riflettendo su come la bellezza possa rigenerare comunità e natura. Accompagnati da giovani professionisti, i nostri giovani artisti si sono messi in gioco tra riuso tessile, fotografia, teatro e illustrazione.

Il percorso si è arricchito con la visita al PAV-PARCO ARTE VIVENTE di Torino, un centro sperimentale di arte contemporanea che combina arte, natura, ricerca e tecnologia, dove hanno immaginato nuovi paesaggi urbani capaci di accogliere e rispettare la biodiversità.

Fase 3 – La Maratona Creativa

Il gran finale ha visto una sfida in stile “hackathon”: una giornata intensa in cui le classi, suddivise in squadre e supportate da giovani tutor, hanno progettato un’opera collettiva ispirata all’Agenda 2030.

L’idea vincente non è stato solo un traguardo, ma il punto di partenza per l’opera partecipata presentata in occasione della Giornata della Terra.

Il progetto

L’Arte di Fare Eco è un progetto di Ecofficine e Luminanda APS, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Clima Creativo” 2024  (2024/25), che unisce sostenibilità ambientale e linguaggi artistici nelle scuole secondarie.

logo ecofficine
luminanda aps

L’iniziativa mira a sensibilizzare gli studenti sui cambiamenti climatici, trasformando le scuole in laboratori di cittadinanza attiva e creatività. La crisi ambientale rappresenta una sfida urgente che richiede l’impegno condiviso di cittadini e istituzioni per la tutela del patrimonio naturale.

Le nuove generazioni e la consapevolezza del cambiamento climatico

In questo contesto, i giovani dimostrano una crescente consapevolezza: secondo un sondaggio EMG Different e WWF, su un campione rappresentativo della popolazione nazionale dai 18 ai 34 anni, il 58% percepisce un impatto diretto del cambiamento climatico sulla propria vita e il 56% è già impegnato in azioni quotidiane. Inoltre, il 77% si dichiara preoccupato e il 44% auspica interventi immediati da parte delle istituzioni.

In quest’ottica una narrazione efficace che nasce dalla sensibilità e capacità immaginativa dei più giovani può mobilitare la comunità, spingendola a partecipare attivamente alla tutela dell’ambiente, a mettere in discussione abitudini dannose consolidate e a sostenere politiche e iniziative orientate alla sostenibilità ambientale.

L'arte di fare eco